lo stupore e l'importanza del target
Posted by Raimondo Fanale • Tuesday, November 28. 2006 • Category: La mia cittàGiovedì scorso ero a Firenze per una rassegna cinematografica seguita da dibattito e tavola rotonda sull'etica della comunicazione. Notevoli gli spunti e notevole la discussione.
Appena finito il tutto la mia amica Valeria mi ha raccontato un aneddoto.
All'ingresso dell'istituto dove si teneva il dibattito c'era una galleria fotografica e mi raccontava della discussione tra due bambini di età 6-7 anni davanti ad una di queste foto: la carcassa scheletrica di un animale coperta da sabbia.
La discussione ascoltata dalla mia amica era incentrata sulla natura dell'animale. Ovvero entrambi sostenevano la propria teoria: uno sosteneva si trattasse di un cammello, l'altro di un dromedario, focalizzando l'attenzione sul numero delle gobbe della carcassa.
Nessuno dei due si è minimamente posto il problema che l'animale fosse ritratto morto.
Trovo questo aneddoto molto interessante come spunto riflessivo sulla targetizzazione della comunicazione. In fondo possiamo tutti paragonarci a quei due bambini, che rimangono stupiti ed affascinati dall'aspetto che noi stessi conosciamo di un problema fino a quando non interviene una causa esterna a farci conoscere altri problemi o altre chiavi di lettura di uno stesso evento.
Quanto di voi inveiscono contro partners, clienti ed anche amici apostrofandoli e accusandoli di scarsa comprensione? ed ora la domanda polemica: quanti di voi si sottopongono ad autoanalisi per cercare di porre e proporre il proprio lavoro, un aspetto tecnico, un sistema comunicativo in modo coerente con la base culturale del proprio interlocutore?
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