preoccupazione dalla Polonia
Posted by Raimondo Fanale • Sunday, May 6. 2007 • Category: SpamSe da un lato ci sono i problemi degli utenti con lo spam, dall'altro ci sono le preoccupazioni e la pressione delle ditte e delle compagnie di telecomunicazioni.
I dati stimano perdite annuali di produttività e di denaro elevatissime, eppure la piaga dello spam non viene eliminata. Vediamo cosa succede in Polonia.
A maggio la Polonia è riuscita a segnare un nuovo record portando al 5% il livello di spam che fuoriesce dai server di tpnet.pl (Polish Telecom o Telekomunikacja Polska) .
Si tratta del 5% dello spam mondiale, che lascia la Polonia nella top-ten delle nazioni con il più alto tasso di spam attivo al mondo, ovvero una delle nazioni/reti che generano più spam.
La preoccupazioni delle ditte polacche non è solo basata sulla noiosissima e fastidiosissima pioggia di email indesiderate che ricevono, ma sui mancati guadagni dovuti al fatto che non riescono più ad inviare email ai loro contatti esteri, che applicano filtri leggermente più avanzati, o che si basano sulle black list.
Anche considerando che tpnet ad oggi ha circa 300 ip in blacklist non abbiamo forse la misura del problema. Ma se invece consideriamo che la maggior parte dello spam usa tpnet come relay verso il resto del mondo a causa di scarsi investimenti sulle attività di sistemistica e sicurezza informatica, forse il problema diventa più comprensibile.
Diventa più comprensibile anche se aggiungiamo un altro tassello: le connessioni wireless della stessa tpnet non sono protette.
E' un problema economico o culturale? Direi entrambi, perchè se da un lato c'è la compagnia telefonica che non investe nel settore security, dall'altro ci sono gli utenti che di fatto chiedono costi di accesso sempre più bassi e sono i primi a non preoccuparsi di come deve essere utilizzata e mantenuta un connessione wireless.
Fino a quando il cane continuerà a mordersi la coda?
View as PDF: This entry | This month | Full blog



0 Comments
Add Comment