io non so se so
Posted by Raimondo Fanale • Wednesday, April 18. 2007 • Category: Generaleoddio... il colpo di frusta preso oggi mi ha forse lasciato stordito.
Stavo leggendo amabilmente questo articolo sul NY Times, e mi è venuta sete. Nel senso che dopo aver letto le frasi che riporto
That they fail so frequently implies either that they aren’t studying their own successes carefully enough or that they are not paying sufficiently close attention to the changing preferences of their audience.
The common-sense view, however, makes a big assumption: that when people make decisions about what they like, they do so independently of one another. But people almost never make decisions independently . . .
mi sono alzato dalla poltrona, ho preso un bel bicchiere d'acqua. la mia sigaretta e mi sono messo a scrivere che non so se so.
Ovvero non so :
- se i sistemi informatici che curo avranno successo
- se i software che creo o progetto avranno quello viene chiamato "ampio respiro"
- se le scelte fatte nel lavoro così come nella vita privata mi porteranno dove spero.
Un buon analista economico mi potrebbe dire: ma fai una bell'analisi di mercato e dei pregressi!!!
Così come un analista (e basta...) mi potrebbe dire che soffro di strane fobie.
Eppure io continuo a non sapere. E quello che non so non è la risposta ma è la domanda. Cerco di spiegare meglio il concetto.
- Compro un biglietto della lotteria. Non mi chiedo come spenderò i soldi, ma mi chiedo se posso vincere.
- Esce un nuovo film di Spielberg: so che sicuramente farà soldi. Quanti? boh, la quantificazione esula dal tema di questo post. Quindi dico genericamente soldi.
Ma non è un parametro sufficiente. - Alcuni amici girano un video. Farà soldi? non mi sembra ancora la domanda giusta.
Allora mi avvicino al concetto: la domanda che in questo caso non sapevo non è "quanti soldi faccio" ma quanti vedranno il film/video? 6 milioni di spettatori per Spielberg e 30 persone per il video dei miei amici se si riesce ad organizzare una buona serata.
Ovvero si può estrapolare che in assenza di un percorso, non si riesce a focalizzare nè la causa nè l'effetto e questo genera il difetto della domanda. Soprattutto se ci si basa su dei pregressi diventa fondamentale porre la giusta domanda e consolidare il risultato o il pattern causa/effetto/causa.
Ci sono tanti altri casi in cui non so se so... la domanda, anche se provo a teorizzarne alcune.
- I sistemi informatici che curo: sono stabili? vengono utilizzati?
- I software che creo o progetto: sono usabili? hanno soddisfatto l'utilizzatore?
- Le scelte che ho fatto nel lavoro così come quelle fatte nella vita privata... beh ... scusatemi ma questi sono affari miei

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